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Il colore delle emozioni I.C.S. Cardarelli Massaua Milano

Gli alunni delle classi quinte raccontano la loro esperienza

Giornalino scolastico febbraio 2013

In novembre e dicembre abbiamo partecipato a un interessante laboratorio intitolato “il colore delle emozioni”, organizzato da due simpatici esperti: Roberto e Licia. L’attività ha dato molta importanza ai nostri stati d’animo e ha permesso di esprimerci, non solo con le parole, ma anche con le immagini, i colori e gli oggetti. Al primo incontro ci è stata letta la storia “pezzettino” che a tutti è sembrata più adatta a bambini piccoli e non certo a studenti di quinta ormai!

Però ci sbagliavamo: la storia aveva un messaggio e cioè che ognuno è speciale in modo diverso. abbiamo scoperto l’importanza della parola “identità”; è, infatti, l’identità che ci rende diversi gli uni dagli altri e stabilisce chi siamo e ci rende unici e irripetibili. nella storia, quando pezzettino capisce qual è la sua identità, cioè quando si conosce meglio, è felice.

Negli incontri successivi abbiamo costruito la “scatola dei segreti” con un cuore, che rappresentava le nostre emozioni più importanti, e “un messaggio tattile” che aveva un significato diverso per ognuno di noi e rivelava una piccola parte del nostro carattere. molto interessante è stato vedere come, un compagno scelto a caso, ha provato a indovinare il significato del messaggio tattile e del cuore. Inoltre abbiamo ritagliato da alcune riviste quelle immagini che, secondo noi, rappresentavano il nostro carattere e la nostra personalità e abbiamo giocato al “memory dei ritratti”. Il gioco era di squadra e consisteva nel trovare somiglianze e differenze tra i ritratti dei compagni.

Un altro gioco divertente è stato “il cerchio della fiducia” in cui ogni bambino entrava all’interno del cerchio e i compagni a turno dicevano di lui gli aspetti positivi: a volte siamo rimasti stupiti nel sentire come gli altri ci vedono! abbiamo capito che lo scopo di quest’attività era di conoscere meglio sia noi stessi sia i nostri compagni. secondo noi lo scopo è stato raggiunto: ultimamente siamo più uniti e ci vergogniamo meno ad esprimere i nostri sentimenti e desideri. Abbiamo capito che bisogna accettare le persone per quello che sono e non per quello che vorremmo facessero. Anche se alcuni di noi lo avevano già fatto, creare immagini e oggetti con materiali diversi come pizzi, plastica, catene, stoffe e tanto altro, è stato molto divertente.

Vogliamo concludere questo articolo con una considerazione fatta da un compagno:

“dentro ognuno di noi c’è sempre qualcosa d’importante”.

Noi siamo tutti d’accordo!


I RAGAZZI DI QUINTA
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